Luigi Menichelli | © 2017
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SENZA GIOCO DELLE PARTI
Raffaele Gavarro

Luigi Menichelli e' profondamente immerso nell'emozione della pittura. Le sue superfici testimoniano la dinamica dei colori colti come in fase di passaggio tra stato liquido e gassoso.

Legato a quella cultura informale che ha preteso una identificazione totale tra l'opera e l'uomo, Menichelli continua con coerenza e lucidita' estrema la sua discesa nelle zone piu' profonde del proprio universo.

In alcuni suoi dipinti come ''Cio' che sta avvenendo'', per un attimo si percepisce la chimera di una immagine che la nube della pittura immediatamente riavvolge.

Raffaele Gavarro
LA FRECCIA DEL TEMPO. LE FRECCIE DELL′ARTE
Antonio Gasbarrini

In Luigi Menichelli, invece, e' il vortice di una ciclonica gestualita' a captare luci e ombre da un colore atmosferico rischiarato da tenui vibrazioni.

Un colore-segno ricettivo di ogni urgenza psicologica, ma non per questo subordinato a confessioni intimistiche: sono i suoi ''Dettagli apparentemente insignificanti'' a rivelare la persistente Gestalt di una forma azzerata con infinite sfumature.

Antonio Gasbarrini
CORRISPONDENZE
Alessandro Masi

All'artista, vero Menichelli? Il tempo dell'opera disgiunge quello della vita. Nelle penombre e nell'oscurita', solo a lui e' dato vedere, di rendere luce, visibile l'ignoto.

I tuoi colori sono apparenze ovattate di spazi interiori. La tua pittura e' il delirio devastante di una coscienza posta nel bivio di un dramma storico che ritrova i suoi termini nell'esistenza del qui e dell'altrove.

Alessandro Masi
OTTETTO PER PITTURA E SCULTURA
Lorenzo Mango

Luigi Menichelli e' interessato direttamente al quadro, alla possibilita' di far scoprire alla pittura una identita' all'interno dei suoi materiali più semplici e minimali. Scompaiono cosi' immagini e segni, geometrie o descrizioni per far luogo ad una cromaticita' sottile, fatta di vibrazioni, di scarti tonali, di sfumature luminose.

La superficie, che e' la protagonista del suo lavoro, diventa metafora della sensibilita', campo d'azione di stimoli percettivi ed emotivi. Ed il colore si fa segno esso stesso, materia e scrittura ad un tempo.

Lorenzo Mango
DISCANTO
Paolo Balmas

Le tempeste segniche di Menichelli: controllo dell'impalpabile attraverso una complessa organizzata nel primo caso, dispersione del se' in un ambiente che non ammette saturazioni se non provvisorie nel secondo.

Questo primo esperimento ci offre subito il destro per un ulteriore riflessione, i due estremi citati rappresentano, infatti ad evidenza, anche i momenti di minore permeabilita' alla memoria intesa come memoria della specie, come ancestralita' e psicologia archetipica e potrebbero forse nell'insieme della mostra essere ulteriormente inquadrati come le punte piu' intense di adesione, sia pure poeticamente rivisitata, agli ideali del Moderno.

Paolo Balmas
CONTINUITA′ DEL PLURALISMO
Arnaldo Romani Brizzi

E' fuori discussione che l'attivita' pittorica di Luigi Menichelli si muova a completo agio nei percorsi che hanno condotto certi rappresentanti di ricerche analitiche alla assunzione di scorrevolezze materiche e cromatiche, di certo imparentate con esperienze astratte, tra espressionistico e impressionistico modo, cosi' come condotte in terra statunitense dal secondo dopoguerra in poi.

Si ripete anche qui che la identificazione delle eventuali paternita' e' solo strumentale, a indicare di un subito l'avventura visiva che ci si pone davanti agli occhi. Luigi Menichelli, infatti, nell'onesta' tipica di quegli operatori che conducono la propria attivita' al di fuori di schieramenti, o anche solo di accompagnamenti di strada, si immerge nella conseguenzialita' del gesto pittorico che non e' solo capace di produrre l'opera in quanto tale, ma anche di definire un sistema in cui la ricerca maggiormente si senta a prorio agio.

La politezza con cui il lavoro di Luigi Menichelli e' condotto a termine, suggerisce una sorta di maniacalita' perfezionistica che non concede lunga vita a qualsivoglia genere di sbavatura. Le superfici dei suoi dipinti sono lucenti, mimano un'alterita' pronta a confondere le idee a chi osserva: non si danno per olii su tela, quali sono, ma paiono suggerire piani specchiati e levigati: un marmo, un print, un lucidato encausto, uno specchio. Ma anche la superficie acquatica nella bonaccia di un bel tempo, in questo non lontano da suggestioni impressionistiche.

Lo specchio, in particolare, e' tematica non esterna al lavoro di Luigi Menichelli, ponendosi una certa sua produzione in rapporto scambievole con il giuoco della ''riflessione''. Ed e' lo specchio che, quando da ovale si trasforma in tondo, perora la visionarieta' planetaria nella variazione di un trittico.

Arnaldo Romani Brizzi